
Pma in Italia: costi elevati e disparità tra pubblico e privato

In Italia, la procreazione medicalmente assistita (Pma) rappresenta una speranza per molte coppie desiderose di diventare genitori, ma l'accesso a queste tecniche è caratterizzato da costi elevati e disparità significative tra le diverse regioni e tra strutture pubbliche e private. Le liste d'attesa nei centri pubblici e la scarsità di risorse spingono molte coppie a rivolgersi a cliniche private, dove le spese possono diventare insostenibili, creando un divario che penalizza le famiglie meno abbienti. Attualmente, la maggior parte dei centri di Pma in Italia è privata, con il 42% dei cicli di fecondazione assistita gestiti da queste strutture. La situazione è particolarmente critica nel Mezzogiorno, dove i centri privati coprono il 77% dei trattamenti, costringendo molte coppie a spostarsi verso il Centro-Nord per accedere a servizi pubblici più accessibili. Inoltre, le difficoltà si amplificano per le madri single e le coppie lesbiche, che si trovano escluse dalla legge italiana, la quale limita l'accesso alla Pma solo a coppie eterosessuali con diagnosi di sterilità. Questo scenario evidenzia come il diritto alla genitorialità sia spesso determinato da fattori economici e normativi, rendendo la maternità un privilegio per pochi.
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