
Un bicchiere di Velletri tra porchetta e forno

A Velletri il sapore da cercare è quello del vino bevuto senza troppi rituali, con accanto qualcosa di semplice, fragrante e un po’ sapido. Un calice di bianco locale, legato alla tradizione vitivinicola dei Castelli Romani, sta bene con una fetta di pizza bianca appena sfornata, olive condite, pecorino o un panino generoso con la porchetta. Non è tanto una ricetta precisa quanto un’abitudine: fermarsi, ordinare il giusto, parlare senza fretta e lasciare che siano il pane e il vino a fare il resto. Per iniziare conviene muoversi nel centro storico, tra Piazza Cairoli e Corso della Repubblica, cercando le enoteche con mescita, le osterie dall’atmosfera informale e i forni dove la pizza in teglia viene ancora tagliata al banco. L’ora migliore è quella dell’aperitivo oppure del pranzo veloce, quando un tagliere essenziale arriva con salumi, formaggi laziali, pane croccante e magari qualche verdura sott’olio. Sono soste senza formalità, ma con un’identità molto chiara. Il vino di Velletri può essere diverso da bottiglia a bottiglia: ci sono bianchi freschi, diretti e piacevolmente secchi, perfetti con la pizza bianca e gli antipasti, ma anche rossi più rustici e strutturati, capaci di accompagnare bene la porchetta, le salsicce o i sapori più decisi. Non serve inseguire per forza l’etichetta rara. Chiedere un calice del territorio, magari facendosi raccontare da chi serve il vino quale produttore scegliere, è già un modo concreto per entrare nello spirito del posto. Se ci si sposta in auto, vale la pena guardare anche oltre il centro, sulle strade che portano verso la campagna e le vigne dei dintorni. Tra trattorie, piccoli punti vendita e aziende locali può capitare di trovare il bicchiere più memorabile del viaggio. Poi, dopo il vino e il forno, una passeggiata fino alla Cattedrale di San Clemente rimette tutto in ordine: pietra, salite leggere e il ritmo tranquillo di Velletri che riprende.



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