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Gattare, non c’è reato ma una sanzione se il sindaco vieta il cibo ai randagi

Pubblicato da Gusto Vivo · 5 giorni fa

Gattare, non c’è reato ma una sanzione se il sindaco vieta il cibo ai randagi

La recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito la posizione delle gattare, coloro che si prendono cura dei gatti randagi portando loro cibo e bevande. Secondo la Corte, queste persone non possono essere ritenute responsabili per eventuali disagi causati dagli animali, come cattivi odori o sporcizia, poiché non hanno il potere giuridico di controllare le condotte dei felini. Pertanto, non possono essere accusate di reato per il getto pericoloso di cose. Tuttavia, la situazione si complica quando si tratta di ordinanze comunali. Se un sindaco vieta di nutrire i randagi in determinati luoghi, le gattare possono incorrere in sanzioni amministrative, che variano da 50 a 300 euro. Questo aspetto evidenzia un delicato equilibrio tra il diritto di prendersi cura degli animali e le normative locali che mirano a garantire l'igiene e l'ordine pubblico. In sintesi, mentre le gattare possono continuare a nutrire i gatti senza timore di reati penali, devono prestare attenzione alle ordinanze comunali per evitare sanzioni. La sentenza sottolinea l'importanza di un approccio equilibrato nella gestione delle colonie feline, rispettando sia i diritti degli animali che le esigenze della comunità.

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