
Padova avvia il primo Piano di depavimentazione del Veneto

Padova avvia il primo Piano per la depavimentazione del Veneto, una strategia di rigenerazione urbana che prevede la rimozione di asfalto e altre superfici impermeabili per restituire spazio al terreno. Il Comune ha individuato circa 400 aree pubbliche nelle quali, nei prossimi anni, potranno essere realizzati interventi con alberi, aiuole, prati o pavimentazioni drenanti. La mappatura, curata dal settore Urbanistica, riguarda soltanto spazi pubblici e rappresenta una base potenziale per gli interventi. L’amministrazione aprirà ora un confronto con il territorio, da cui potranno emergere proposte, integrazioni e modifiche. Le soluzioni varieranno in base ai luoghi: in alcuni casi saranno previste superfici permeabili, in altri nuove zone verdi e ombreggiate; tra le aree considerate ci sono anche vecchi tratti stradali non più utilizzati. La stima iniziale dei costi è di quasi 40 milioni di euro. Il finanziamento dovrebbe arrivare soprattutto da bandi pubblici e dai contributi straordinari legati a trasformazioni urbanistiche. I costi effettivi dipenderanno dalle caratteristiche delle singole aree e dall’eventuale necessità di bonifiche. Secondo l’assessore Andrea Ragona, il Piano si inserisce nel passaggio da un modello di espansione urbana a uno basato sulla rigenerazione e sul recupero del suolo. Padova continuerà a trasformarsi, ma con l’obiettivo di limitare il consumo di territorio; gli effetti più ampi richiederanno tempo, anche perché molti cantieri attuali derivano da accordi approvati anni fa. Per Padova la notizia è rilevante perché il Piano può contribuire a migliorare l’assorbimento dell’acqua piovana, ridurre le isole di calore e aumentare gli spazi verdi, affrontando in modo concreto alcune sfide ambientali della città.





Commenti