
Emanuele Trevi, e la città delle possibilità

Nell'estate del 1990, Praga si presenta come un luogo di rinascita e speranza, dopo la caduta del Muro di Berlino. Questo periodo segna un momento storico unico, in cui la città, simbolo di libertà e cultura, si prepara a riemergere dalle ombre dell'occupazione sovietica. Il viaggio verso Praga, pur richiedendo ancora un visto, si trasforma in un'esperienza quasi magica, lontana dalle folle turistiche future. Praga, descritta come un "animale selvatico" intrappolato, evoca un'atmosfera di mistero e bellezza. La città, con la sua storia intrisa di letteratura e arte, sembra rifugiarsi nei libri, in particolare nelle opere di Kafka, che ne rappresentano l'essenza. La sua scrittura, ricca di simbolismo e profondità, rende Praga un labirinto di emozioni e significati, dove ogni angolo racconta una storia. Il desiderio di esplorare Praga in questo momento di transizione è palpabile. Con i diari di Kafka e "Praga magica" di Ripellino nello zaino, il viaggiatore si prepara a scoprire una città che, più di ogni altra, riesce a catturare l'immaginazione e il cuore, promettendo avventure indimenticabili e riflessioni profonde.
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