
Piano da 257 milioni per la difesa del suolo in Veneto: focus su Verona e dissesto idrogeologico

Il Consiglio regionale del Veneto ha recentemente approvato un ambizioso Piano triennale dei lavori pubblici per il periodo 2026-2028, con un investimento complessivo di 257 milioni di euro. Di questi, ben 216 milioni, pari all'84% del totale, saranno dedicati alla difesa del suolo e alla riduzione del rischio idrogeologico. Alberto Bozza, capogruppo di Forza Italia e relatore del provvedimento, ha evidenziato come questa scelta rappresenti una priorità politica e amministrativa, mirata alla prevenzione e alla cura dell'ambiente. Particolarmente significativa è l'attenzione riservata al territorio veronese, che ha subito danni a causa di eventi atmosferici estremi e presenta una naturale fragilità idrogeologica. Tra i principali interventi previsti, si annoverano opere di ripristino e sistemazione dei fiumi Guà e Adige, con finanziamenti specifici per il recupero delle difese arginali e la messa in sicurezza delle sponde. Questi interventi non solo mirano a proteggere il territorio, ma anche a preservare il patrimonio culturale e monumentale della provincia. L'assessora regionale all'ambiente, Elisa Venturini, ha sottolineato l'importanza di una pianificazione rigorosa e operativa, evidenziando che il piano non è solo un progetto teorico, ma prevede cantieri già avviati. Con oltre 3.000 interventi gestiti dal 2010, la Regione si impegna a garantire la sicurezza idraulica e la stabilità del suolo, affrontando le sfide climatiche con un approccio proattivo. In conclusione, il Piano triennale rappresenta un passo fondamentale per la salvaguardia del territorio veneto, con un focus particolare su Verona, dove gli interventi mirati contribuiranno a mitigare i rischi ambientali e a promuovere uno sviluppo sostenibile. La sinergia tra risorse regionali e fondi europei garantirà l'efficacia di queste azioni, rendendo il Veneto un esempio di gestione responsabile del territorio.

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