
Farmaci e merci in volo sui droni: il piano di Verona con tre basi operative

Verona si prepara a diventare un punto centrale nella mobilità aerea avanzata (AAM) grazie a un innovativo piano regionale che prevede l'uso di droni per il trasporto di farmaci, campioni biologici e apparecchiature sanitarie leggere. Questo progetto, unico in Italia, è stato sviluppato dalla Regione Veneto in collaborazione con l'Enac e il Gruppo Save, gestore degli aeroporti locali. L'obiettivo è di avviare una rete di trasporto che, in futuro, potrebbe includere anche il trasporto di persone, una volta che la tecnologia e le normative saranno adeguatamente sviluppate. Il piano prevede che il primo volo di prova si svolga nell'area di test dell'aeroporto Allegri di Padova già in autunno. Verona, con il suo polo ospedaliero e l'aeroporto Catullo, è stata identificata come una delle macro-zone chiave per questa rete. I droni saranno utilizzati per garantire collegamenti rapidi tra le strutture sanitarie e le piattaforme logistiche, riducendo il traffico su strada e migliorando l'efficienza operativa, soprattutto in situazioni di emergenza. Secondo le stime, il sistema potrebbe effettuare tra le 7.000 e le 14.000 missioni all'anno nella fase iniziale, con potenziali sviluppi che potrebbero portare a oltre un milione di voli annuali nel lungo termine. Oltre a Verona, altre aree come Venezia, Padova, Vicenza e Belluno sono state incluse nel piano, ognuna con esigenze specifiche per la logistica e il trasporto. In aggiunta, il progetto contempla anche l'implementazione di vertiporti per i "taxi volanti", con Verona che avrà due punti strategici: l'aeroporto Catullo e un hub in piazza Cittadella. Con l'obiettivo di trasportare oltre un milione di passeggeri all'anno, questo piano rappresenta una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire la mobilità, promettendo di integrare il trasporto aereo con le infrastrutture esistenti.

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