
Incendio alla Farmacia Alcolica a Palermo: vendetta dell'ex socio per un investimento perso

L'incendio che ha colpito la Farmacia Alcolica di Palermo nella notte del 19 agosto 2024 ha svelato un intricato intreccio di vendette e rancori tra ex soci. Secondo il gip Rosario Di Gioia, il rogo sarebbe stato orchestrato da Francesco Paolo Damiani, un ex socio del locale, come risposta a un investimento di 30 mila euro che riteneva perduto a causa della gestione del pub. Questo gesto di vendetta, piuttosto che un tentativo di estorsione, ha portato all'arresto di diversi individui coinvolti nella vicenda. Le indagini hanno rivelato dettagli inquietanti sulla dinamica interna della Farmacia Alcolica, aperta nel 2020. Damiani, insieme a Antonino "Ninni" Arcuri e Giovanna Gervasi, aveva inizialmente avviato l'attività, ma i contrasti sulla gestione sono emersi rapidamente. Arcuri ha scoperto irregolarità nella rendicontazione delle vendite, che hanno alimentato tensioni tra i soci. Nel 2023, dopo una serie di litigi, Damiani ha ceduto le sue quote ad Arcuri, che è diventato l'amministratore unico del locale. Le intercettazioni hanno rivelato il risentimento di Damiani, il quale, parlando con un'amica, esprimeva la sua frustrazione dicendo: «Rosanna... gli sta finendo la festa». Questo commento ha messo in luce il suo desiderio di vendetta, culminato nell'incendio. Le indagini hanno anche portato alla luce un episodio di cavallo di ritorno, con una Fiat 500 rubata restituita a pagamento, evidenziando ulteriormente la criminalità che circonda la vicenda. La Farmacia Alcolica, un luogo di ritrovo per molti, si trova ora al centro di un caso che mette in evidenza le fragilità delle relazioni imprenditoriali e le conseguenze devastanti di rancori personali. La comunità palermitana osserva con attenzione lo sviluppo di questa storia, che solleva interrogativi sulla sicurezza e la legalità nel panorama commerciale della città.

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