
Chiusura dei bar storici a Padova: boom per take away e nuovi ristoranti dal 2015

Negli ultimi anni, Padova ha assistito a un significativo cambiamento nel panorama delle attività commerciali, come evidenziato dai dati del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, presentati da Fipe-Confcommercio. Tra il 2015 e il 2025, i bar tradizionali hanno subito una drastica riduzione, passando da 549 a 430, con una perdita del 21,7%. Questo fenomeno è visibile sia nel centro storico, dove la diminuzione è del 18,8%, sia nelle aree periferiche, con un calo del 25%. Al contrario, la ristorazione ha mostrato segni di crescita, con un incremento del 3,5% nei ristoranti e del 6,2% nelle attività di take away. Federica Luni, presidente di Appe Padova, ha sottolineato che questi dati non rappresentano solo un cambiamento nelle abitudini di consumo, ma indicano una trasformazione profonda del tessuto urbano. La chiusura dei bar storici, spesso sostituiti da catene standardizzate, comporta una perdita di identità per la città. Luni ha espresso preoccupazione per il rischio che Padova diventi simile ad altre città europee, perdendo la sua autenticità e la tradizione enogastronomica che la caratterizza. Inoltre, Luni ha evidenziato l'importanza dei bar e dei ristoranti tradizionali come luoghi di incontro e socialità. La crescita di attività che non offrono un servizio di somministrazione adeguato può portare a problemi come l'aumento del rumore e il degrado urbano. Per questo motivo, è fondamentale una pianificazione commerciale che prevenga criticità, piuttosto che affrontarle solo quando si manifestano. Infine, l'Associazione ha lanciato un appello alla Regione Veneto affinché la nuova legge sul commercio favorisca uno sviluppo armonico delle città. È essenziale garantire che tutte le attività rispettino le stesse regole, per proteggere le imprese che investono nella qualità del servizio e nella sicurezza, contribuendo così a rendere Padova una città più vivibile e attrattiva per residenti e turisti.


Commenti