
Tax day per le imprese: domani 22,9 miliardi da versare, Mestre tra le più colpite da evasione

Domani segnerà una data cruciale per le imprese italiane, con un versamento di 22,9 miliardi di euro che dovrà essere effettuato all'erario. Questa somma rappresenta un punto di PIL, paragonabile a una vera e propria Finanziaria. L'Ufficio studi della Cgia di Mestre ha fornito un'analisi dettagliata della situazione fiscale, evidenziando come la maggior parte delle entrate deriverà dall'Ires, l'imposta sul reddito delle società, seguita dall'Irap e dall'Irpef. Le aziende hanno la possibilità di richiedere una proroga fino al 30 luglio, ma con un aggravio dello 0,4%. La pressione fiscale in Italia è tra le più elevate d'Europa, con un tasso che si attesta al 43,1% del PIL. Solo pochi paesi, come Francia e Danimarca, superano questo valore. Questa situazione rende difficile il contesto per le imprese, che si trovano a dover affrontare un carico fiscale significativo. Nonostante gli sforzi del governo per contrastare l'evasione fiscale, che ha portato al recupero di 36,2 miliardi di euro dal 2022 al 2025, il fenomeno rimane preoccupante, con circa 107 miliardi di euro ancora non recuperati. Particolarmente allarmante è la situazione in Puglia, che si colloca al secondo posto in Italia per evasione fiscale, con un tasso del 18,5%. Solo la Calabria ha una percentuale più alta, mentre altre regioni meridionali come Sicilia e Campania seguono a ruota. Al contrario, la Provincia Autonoma di Bolzano si distingue per la sua virtuosità, con un tasso di evasione del 7,9%. La Cgia sottolinea l'importanza di strumenti digitali e analisi dei flussi finanziari per migliorare la lotta all'evasione, suggerendo che un uso più efficiente delle banche dati potrebbe portare a risultati migliori nel recupero delle risorse mancanti.

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