
Tutela della Sella del Diavolo: sfide per un turismo sostenibile a Cagliari

La Sella del Diavolo, un promontorio iconico di Cagliari, ha recentemente visto l'installazione di cartelli che vietano il transito delle mountain bike. Questo luogo, che unisce la città al mare, è un'area di grande valore naturale e culturale, ma ha anche una storia complessa di gestione e tutela ambientale. Nonostante le normative esistenti, la protezione dell'ecosistema locale è stata spesso trascurata, con un uso intensivo dei sentieri che ha portato a un degrado visibile del territorio. Negli ultimi anni, la Sella del Diavolo è stata oggetto di piani di gestione che richiedevano di limitare l'accesso ai soli pedoni, ma la mancanza di segnaletica chiara e di controlli ha reso queste regole poco efficaci. La morfologia del promontorio, caratterizzata da suoli vulnerabili all'erosione, ha subito danni significativi a causa del passaggio di biciclette, con conseguenze dirette sulla vegetazione e sulla stabilità del suolo. La situazione ha sollevato interrogativi sulla compatibilità tra attività ricreative e conservazione ambientale. L'installazione dei cartelli di divieto rappresenta un passo importante, frutto di anni di pressione da parte di gruppi come il Gruppo d’Intervento Giuridico. Tuttavia, la semplice presenza di segnaletica non basta a garantire una tutela effettiva. È fondamentale accompagnare queste misure con strategie di monitoraggio e gestione, affinché il divieto non rimanga solo un atto formale. Nei prossimi mesi, sono previsti interventi per migliorare la fruizione pedonale della Sella del Diavolo, con l'obiettivo di rendere l'accesso più sostenibile. Questo cambiamento non chiude una questione aperta da tempo, ma la rende finalmente visibile, spostando il focus dalla normativa alla responsabilità di chi deve gestire e proteggere questo prezioso territorio.




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