Cagliari

Giovanni Coda: intervista al regista cagliaritano in mostra all'Ex Convento dei Cappuccini

Pubblicato da Cagliari · Cagliari · circa un mese fa

Giovanni Coda: intervista al regista cagliaritano in mostra all'Ex Convento dei Cappuccini

Giovanni Coda, regista e artista cagliaritano, celebra i suoi 35 anni di carriera con una mostra all’Ex Convento dei Cappuccini a Quartu Sant’Elena, visitabile fino al 29 giugno. Pluripremiato a livello internazionale, Coda ha dedicato la sua arte alla memoria e ai diritti umani, affrontando tematiche come la violenza di genere e l'identità attraverso opere che spaziano dal cinema alla fotografia. La sua carriera è iniziata nel 1990 con una videocamera VHS-C, un gesto istintivo che ha segnato l'inizio di un percorso artistico libero e sperimentale. Nel corso degli anni, Coda ha saputo integrare diversi linguaggi artistici, come il cinema, la fotografia e la videoarte, creando un linguaggio personale che riflette la sua visione dell'arte come spazio di ricerca e confronto umano. Ha diretto il festival V-Art per oltre trent'anni, un evento che ha unito la sua attività artistica con il suo impegno come operatore culturale. La sua trilogia sulla violenza di genere, composta da opere come "Il Rosa Nudo", ha avuto un impatto significativo, ponendo interrogativi sulla violenza e sull'emarginazione sociale. Coda crede fermamente nel potere del cinema di osservare e denunciare le contraddizioni della società contemporanea. La sua arte non si limita a raccontare storie, ma mira a creare consapevolezza e empatia, invitando gli spettatori a riflettere su temi complessi e spesso trascurati. Durante le proiezioni, ha notato come il silenzio e le emozioni del pubblico possano essere più potenti delle parole, creando uno spazio di riflessione profonda. Recentemente, il lockdown ha portato alla nascita del collettivo NostraSanctissima, in cui Coda ha esplorato nuove possibilità espressive attraverso la fotografia, trasformando oggetti quotidiani in opere d'arte simboliche. Questo periodo ha arricchito la sua percezione di luce e colore, permettendogli di raccontare fragilità e stati d'animo attraverso immagini evocative. La sua ricerca continua a essere un viaggio di scoperta e connessione umana, rendendo Coda una figura centrale nella scena artistica cagliaritana e oltre.

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