
Bergamo al primo posto in Lombardia per addetti nelle costruzioni, molti sono stranieri

La provincia di Bergamo, storicamente nota per la sua tradizione edilizia, sta vivendo un cambiamento significativo nel panorama lavorativo. Un tempo, i cantieri erano popolati principalmente da bergamaschi, il cui dialetto risuonava tra le mura in costruzione. Oggi, invece, i suoni che si ascoltano nei cantieri sono quelli di lingue diverse, in particolare slave e nordafricane. Questo riflette un'evoluzione della forza lavoro, che ha visto un aumento notevole di lavoratori stranieri. Nonostante il cambiamento, i bergamaschi continuano a mantenere una presenza significativa nel settore dell'edilizia. Secondo uno studio di Unioncamere Lombardia, circa l'11,6% dei lavoratori bergamaschi è impiegato in questo campo, posizionando la provincia al primo posto in Regione per percentuale di occupati in edilizia. Questo corrisponde a oltre 51.000 persone, un dato che testimonia la resilienza e la tradizione di una comunità che ha sempre visto nell'edilizia una delle sue principali fonti di lavoro. Tuttavia, il dato più interessante riguarda la composizione della forza lavoro. In Bergamasca, circa 90.000 lavoratori di origine straniera rappresentano il 14% del totale. Molti di loro sono attivamente coinvolti nei cantieri, contribuendo alla costruzione di case, strade e infrastrutture. Questo fenomeno non solo arricchisce il tessuto sociale della provincia, ma porta anche a una fusione culturale che si riflette nel modo di lavorare e nelle interazioni quotidiane. In conclusione, Bergamo si trova in un momento di transizione, dove la tradizione edilizia si mescola con nuove influenze. Mentre i bergamaschi continuano a essere una parte fondamentale di questo settore, l'apporto di lavoratori stranieri sta ridefinendo il volto dei cantieri, rendendo la provincia un esempio di integrazione e cambiamento.

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